di drigo il sab feb 09, 2008 3:11 pm
Se ragionassimo in ambito clericale, ti darei pure ragione. Ma dato che qui qualcuno usa i morti per giustificare i suoi fini politici.....allora io riporto la discussione sui binari del contesto in cui quelle morti ebbero luogo.
Tanto è vero che io, e chi stà a sinistra in generale, non ho mai tirato fuori, per giustificare l'essere comunisti, il massacro di 30.000 Algerini ad opera dei Francesi nè tantomeno lo sterminio di 1.000.000 di comunisti in Grecia ad opera degli Inglesi(per citare alcuni esempi).
Il rispetto per i morti, quello vero, è questo: quello di chi i suoi morti se li piange per conto suo (dentro le proprie sezioni, al massimo), e non li usa per fare propaganda politica.
Punto.
Io leggo, mi documento, scopro che chi commemora le foibe facendole passare per genocidio o pulizia etnica, si rifà a testimonianze e documentazioni stese da ex fascisti, ex appartenenti alla X MAS e testimoni che per primi dichiarano di non avere mai assistito agli infoibamenti di cui parlano.
Il punto è un altro. E' che la destra reazionaria e neo-irredentista vuole fare una memoria parziale di un evento tragico (le cui proporzioni comunque sono ben più limitate di quelle che si pensano), per rafforzare la propria ragion politica.
E questo mi sembra se non criminale, disonesto.
"Quando gli elefanti combattono, sono i fili d'erba a soffrire" Detto Africano
"Hope for the best, but plan for the worst"
LA COSTITUZIONE L'ABBIAMO SCRITTA NOI
